Martini sas Concordia: dopo sciopero di ieri, azienda si impegna a pagare stipendi e trovare acquirente

Sciopero ieri mattina alla Martini sas di Concordia per chiedere garanzie sulla continuità produttiva e occupazionale, oltre che sulla regolare corresponsione della mensilità di ottobre. L’azienda, lo ricordiamo, si trova in concordato preventivo in continuità dallo scorso mese di luglio. Nell’incontro che i sindacati hanno avuto la settimana scorsa in Confindustria con i consulenti dell’azienda non erano giunte garanzie sia sul pagamento degli stipendi che sulla prospettiva produttiva dello stabilimento. Per questo venerdì scorso Fiom Cgil di Modena e Fim Cisl Emilia Centrale, insieme ai lavoratori riuniti in assemblea, avevano proclamato lo sciopero a oltranza a partire dalla giornata di ieri. Contemporaneamente Fiom e Fim avevano inoltrato richiesta alle istituzioni (Comune di Concordia e assessorato alle politiche del Lavoro della Regione Emilia-Romagna) di convocare quanto prima un tavolo di crisi con le parti per avere garanzie sul sito e per i 66 lavoratori coinvolti. Ieri mattina, durante il presidio del primo giorno di sciopero, il consulente dell’azienda ha ricevuto i sindacalisti di Fiom e Fim e ha garantito il regolare pagamento dello stipendio del mese di ottobre entro il 10 novembre. Nell’incontro è emerso anche l’interesse di un soggetto imprenditoriale estero, intenzionato a dare continuità produttiva allo stabilimento. Per questa ragione lo stesso consulente ha dichiarato di aver presentato lo scorso 30 ottobre richiesta di proroga dei termini del concordato per altri 60 giorni. A fronte del verbale d’incontro di ieri mattina, che prevede il pagamento del mese di ottobre e in attesa dell’omologa del concordato da parte del tribunale, con la prospettiva di ulteriori 60 giorni di tempo per trovare un acquirente, i lavoratori hanno deciso di riprendere l’attività lavorativa. È stato perciò sospeso temporaneamente lo sciopero e sciolto il presidio in vista del confronto che dovrà avvenire in sede istituzionale. Fiom Cgil di Modena e Fim Cisl Emilia Centrale restano comunque preoccupate per i redditi delle famiglie interessate e il mantenimento dei posti di lavoro su Concordia, che vanno in tutti i modi salvaguardati.

2017-11-07T10:11:21+00:00