Crescono del 10% i metalmeccanici Fim Cisl. E guardano allo spread, perché…

Sfonda quota 5500 iscritti la Fim Cisl Emilia Centrale, la categoria dei metalmeccanici Cisl, il 10% in più del 2016. Sono dati positivi quelli che hanno aperto il direttivo annuale sul tesseramento della categoria delle tute blu della Cisl che è presente in 51 aziende reggiane, 129 modenesi, e ha visto salire i delegati da 106 (2016) a 114 (2017), come ha ricordato Alessandro Gamba, segretario della categoria.

“Siamo un’organizzazione che sta crescendo di credibilità e autorevolezza. Siamo presenti in tutti i tipi di aziende, con diversi tipi di contratto, e rappresentiamo persone di tutte le fasce di età o nazionalità”, ha commentato Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale.

Uno dei tanti temi trattati nel consiglio generale è stato l’andamento attuale dei fondi pensione: c’è preoccupazione tra i metalmeccanici reggiani e modenesi perché l’andamento generale dello spread influisce anche indirettamente su questi strumenti previdenziali. “Quando lo spread sale – ha commentato Giorgio Uriti -, l’economia italiana soffre, il costo del denaro aumenta e ogni investimento, compreso il fondo pensione, in questo caso dei metalmeccanici, perde valore. Un consiglio ai colleghi delle categorie: i soldi nei fondi pensione, salvo necessità, vanno mantenuti, anche perché da quest’anno le aziende ci aggiungono il 2% come accantonamento. Rilanciare consumi, investimenti, politiche infrastrutturali, industriali ed energetiche sono quelle cha mancano complessivamente alla manovra di bilancio proposta dal governo e che ci vedono critici”.

Temi approfonditi da Michele Zanocco, segretario nazionale Fim Cisl, “Le preoccupazioni dei metalmeccanici sono molte e legate alle scelte che il governo si appresta a fare sui temi legati al lavoro. Siamo contrari al ridimensionamento dei contributi per la formazione di Industria 4.0, che finora aveva portato importanti risultati di crescita delle competenze necessarie per perseguire il primato come seconda potenza industriale europea e tra le prime al mondo”.

L’altra “scelta sconsiderata” del governo, invece, affronta il tema delle norme del Decreto Dignità legate ai contratti a termine. “Decidere di intervenire esclusivamente nella riduzione dei tempi e nelle causali senza sostenere parallelamente le assunzioni a tempo indeterminato – ha proseguito Zanocco – hanno generato preoccupazione nelle imprese e fatto perdere 58 mila posti di lavoro, non rinnovati alla loro scadenza. Solo in parte sono stati sostituiti da nuovi lavoratori, perdendo di contro le competenze costruite e aumentando nel contempo il rischio di contenzioso”.

Ancora: “Le incertezze normative in essere – ha concluso il segretario nazionale – non consentono alle aziende di poter pianificare le normali attività. Ne abbiamo un esempio in campo previdenziale, dato che Quota 100 nasconde insidie molto gravi. Chi andrà in pensione, infatti, si vedrà una riduzione consistente dell’assegno erogato. Inoltre l’idea che i lavoratori che andranno in pensione possano essere sostituiti da giovani in rapporto uno a uno non è mai stata dimostrata dalla storia quindi i posti di lavoro che genereranno le uscite per pensione non costruiranno altrettante opportunità per chi è disoccupato. Se si vuole ‘far forte’ il lavoro bisogna conoscere la materia di cui si sta parlando”.

A breve la Fim Cisl Emilia Centrale organizzerà assemblee per i lavoratori sulla lettura delle buste paga, sul funzionamento dei fondi pensione, sulla formazione dei propri delegati.

Crescono del 10% i metalmeccanici Fim Cisl. E guardano allo spread, perché…2018-12-04T13:30:05+00:00

Lasagni (Fnp): “Pensioni per i dipendenti pubblici più alte con il ricalcolo”. A Reggio e provincia quasi 1500 persone interessate mentre a Modena circa 2000

Il rinnovo del contratto del pubblico impiego per il triennio 2016 – 2018 porta con sé buone notizie per i dipendenti pubblici che sono andati in pensione dopo il primo gennaio 2016: un aumento di circa 80-90 euro al mese. Le domande potenziali di pensionati reggiani aventi diritto sono quasi 1500 secondo i dati dell’Inas 2016/2018.

“Per avere l’adeguamento del trattamento previdenziale in base al rinnovo del contratto medesimo – spiega Adelmo Lasagni, segretario generale Fnp Cisl Emilia Centrale – è possibile fare domanda presso i patronati. Anche per coloro i quali la richiesta di pensionamento è avvenuta presso altri centri pensione. La presentazione della domanda da parte del patronato, consente una maggiore tutela in sede di riliquidazione”.

E’ una informativa molto importante e che riguarda diverse migliaia di reggiani, perché?

“Si, perché si hanno impatti sugli importi delle pensioni in maniera considerevole – aggiunge Lasagni -. Infatti, gli aumenti contrattuali previsti dal triennio dovranno essere presi come base per il ricalcolo delle pensioni”.

Di quali cifre stiamo parlando?

“Si tratta, in media – spiega il segretario della categoria dei pensionati Cisl – di un aumento, in media, di 80-90 euro al mese. L’importo preciso dipende dal settore di provenienza e dalla posizione del lavoratore. Il calcolo viene fatto sulla base della progressione economica stabilita dai singoli contratti collettivi (amministrazioni centrali, enti locali, scuola, sanità e via dicendo)”.

Siete soddisfatti di questo?

“In parte. Dopo nove anni con le retribuzioni bloccate, al pubblico impiego è stato finalmente riconosciuto il diritto di un piccolo recupero del potere d’acquisto perso in questi anni. Purtroppo non cambia nulla, invece, per coloro che erano già in pensione prima del 2016”.

Come viene effettuato il ricalcolo?

“I pensionati prenderanno la parte di aumento per il periodo lavorato compreso nel triennio 2016-2018 e avranno il ricalcolo della pensione in base alle nuove disposizioni contrattuali”, conclude il segretario dei pensionati della Cisl.

L’invito per tutti i pensionati del settore pubblico nel triennio 2016 – 2018 che avessero dubbi è quello di rivolgersi al patronato di Cisl Emilia Central in via Turri 71: 0522 357555 – email: [email protected] per chiarimenti.

 

Lasagni (Fnp): “Pensioni per i dipendenti pubblici più alte con il ricalcolo”. A Reggio e provincia quasi 1500 persone interessate mentre a Modena circa 20002018-12-03T16:08:41+00:00

Attivo dei delegati e pensionati dei sindacati reggiani: “Ecco le nostre proposte per la Legge di Bilancio 2019”

Si è tenuto questa mattina al Cinema Cristallo di Via Ferrari Bonini l’Attivo dei delegati e pensionati di Cisl Emilia Centrale, Cgil e Uil di Reggio Emilia sulle proposte contenute nella piattaforma che i sindacati presenteranno al Governo in materia di Legge di Bilancio 2019.

Un attivo che rappresenta la ripresa delle iniziative unitarie dei tre sindacati confederali e che ha visto una forte partecipazione con oltre

duecento, tra delegati e pensionati, presenti.

A coordinare i lavori sono stati: William Ballotta, Segretario della Cisl Emilia, Mirto Bassoli, della segreteria Cgil Emilia Romagna e Giuliano Zignani, segretario della Uil Emilia Romagna che hanno coordinato gli oltre 15 interventi che si sono alternati sul palco.

“La prossima legge di stabilità – ha commentato Mirto Bassoli – ha un’impostazione totalmente sbagliata. E’ una legge populista che risponde soltanto ad esigenze elettorali e non a quelle del paese prediligendo operazioni assistenzialiste e non di sviluppo”.

“Bisogna iniziare un confronto serio su pensioni, fisco e ammortizzatori sociali. Finora il governo ci vede in completo disaccordo dato che non abbiamo ancora capito le loro proposte”, ha aggiunto Mirto Bassoli.

“L’assenza di progetto di paese è condiviso tra tutti i sindacati – ha infine concluso William Ballotta – . La nostra piattaforma comunitaria troverà condivisione tra le gente. Dobbiamo parlare con i cittadini a partire dall’Europa perché solo così il nostro paese può continuare ad avere un futuro”.

Vedi la videointervista completa.

 

 

 

Attivo dei delegati e pensionati dei sindacati reggiani: “Ecco le nostre proposte per la Legge di Bilancio 2019”2018-11-29T14:31:31+00:00

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: un meeting in Cisl Emilia Centrale

Violenza e criminalità. I luoghi della vita quotidiana sono a volte insicuri per le donne. In occasione della giornata mondiale contro la violenza Cisl Emilia Centrale, con il patrocinio dell’Ausl di Reggio Emilia, promuove giovedì 22 novembre, presso il presidio ospedaliero del Santa Maria Nuova, viale Risorgimento 80 di Reggio Emilia, un meeting dal titolo “Donne: codice rosso. Tutela, soccorso, cura. Le prassi quotidiane della città nel contrasto della violenza sulle donne”.

Nella provincia di Reggio Emilia, ogni anno, circa 400 donne vengono soccorse per abusi e violenze. «Numeri ancora troppo alti, – afferma Rosamaria Papaleo – segretaria Ust di Cisl Emilia Centrale. Il sindacato è da sempre attendo alla dignità e alla sicurezza della donna. E’ inaccettabile che quasi 7 milioni di donne in Italia abbiano subito violenza fisica, quello che serve è un cambio di mentalità».

«Le donne che si recano al pronto soccorso – spiega la dottoressa Anna Maria Ferrari, direttrice dipartimento Emergenza Urgenza dell’Ausl di Reggio Emilia, arrivano con traumi da percosse, dolori e in evidente stato d’agitazione. Accanto ai 400 casi di donne che soccorriamo per violenza di genera dobbiamo aggiungere i circa 18 casi all’anno di violenza sessuale».

Di fianco alle violenze che le donne possono subire dentro le mura di casa ci sono quelle che ogni donna può subire nelle città ad alto tasso di criminalità. E quando si parla di violenza a essere vittime indifese sono anche i bambini. Un aiuto concreto alle mamme e ai loro figli vittime di abuso arriva nella provincia di Reggio Emilia dalla Cooperativa Sociale Madre Teresa.

«La Cooperativa – dice Lisa Vezzani, vicepresidente – nasce nel 2001 a Reggio Emilia per sostenere la maternità e la genitorialità e per promuovere il benessere dei bambini attraverso il sostegno delle loro mamme. Ogni giorno circa 50 donne con i loro figli trovano ascolto, accoglienza e supporto per costruire una vita nuova. Attraverso il racconto delle donne incontriamo la violenza di padri e dei compagni, siamo testimoni delle sue drammatiche conseguenze, ma anche delle risorse che le vittime sanno ritrovare per risollevarsi. In questo percorso riveste un ruolo fondamentale il lavoro e la possibilità per le donne di essere economicamente autonome, per questo continuiamo ad investire per supportarle in percorsi di formazione, orientamento ed inserimento lavorativo sul territorio con numerosi progetti solidali».

Dopo l’apertura dei lavori da parte di William Ballotta, segretario generale di Cisl Emilia Centrale, e della segretaria Rosamaria Papaleo interverranno: Ignazio Messina, dirigente divisione Anticrimine della  questura di Reggio Emilia, Anna Maria Ferrari, direttrice dipartimento Emergenza Urgenza, Francesca Santi, dirigente medico, Daniela Viviani, direttrice Ginecologia e Ostetricia ospedale Montecchio, Maria Stella D’Andrea, medico legale, Patrizia Borgognoni, dirigente del dipartimento Materno Infantile e Lisa Vezzani, vice presidente della cooperativa Madre Teresa.

 

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: un meeting in Cisl Emilia Centrale2018-11-19T12:25:52+00:00

Bella Italia: l’impegno dei delegati Fai Cisl

Una sfida che vede impegnati istituzioni, sindacato e mondo dell’impresa per migliorare il nostro territorio.  È quella che ha per protagonisti 45  delegati del Fai Cisl Emilia Centrale che si sono trovati presso la sala d’Aragona nella rocca di San Martino in Rio per ribadire che l’Italia è il paese della bellezza e per questo va tutelato.

«Negli ultimi anni è come se avessimo coperto con un velo di cemento una superficie pari a quella delle regioni Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna messe insieme – afferma Onofrio Rota, nel direttivo Fai Cisl Emilia Centrale – Come sindacato siamo chiamati ad occuparci di temi che hanno un ampio respiro sociale, come la tutela del territorio e delle sue peculiarità. Il nostro è il luogo delle mille vocazioni, in cui una costellazione di borghi e altrettante realtà produttive, paesaggistiche, artistiche si uniscono in un ecosistema».

Punto di partenza dell’impegno della Fai Cisl è stato il manifesto presentato a Napoli lo scorso 27 settembre  dalla federazione agricola, alimentare, ambientale e industriale.

«I lavoratori dei settori agroalimentari e ambientali – conclude Rota – sono pronti a fare la loro parte per rinsaldare il rapporto tra ambiente e persona, partendo dal lavoro dignitoso, qualificato, aggiornato e produttivo».

L’obbiettivo della Fai è il superamento definitivo della impostazione che ha associato il suolo, il paesaggio, gli alvei idrici a risorse di predazione. «Serve un cambio di marcia – aggiunge Vittorio Daviddi, segretario Fai Cisl Emilia Centrale – E crediamo che questo cambio debba partire dal lavoro».

Inclusione, integrazione e Innovazione sono le tre direttrici verso cui dobbiamo orientare un cammino condiviso, con investimenti produttivi e nuove relazioni industriali. «Nel nostro territorio Reggiano-Modenese, i settori agroalimentari e ambientali hanno una notevole rilevanza, con una rete che gioca un ruolo fondamentale nelle dinamiche di integrazione sociale e di sviluppo, ma che presenta ancora tante potenzialità inesplorate».

Bella Italia: l’impegno dei delegati Fai Cisl2018-11-15T09:54:42+00:00

Crisi dei sindacati? Non della Cisl Emilia Centrale (+3 mila iscritti)

Crisi di rappresentanza dei sindacati? Non alla Cisl Emilia Centrale, che registra un aumento degli iscritti. Lo afferma lo stesso sindacato di palazzo Europa commentando l’indagine della Fondazione Del Monte nella parte dedicata alla sfiducia dei modenesi nei confronti dei sindacati. (altro…)

Crisi dei sindacati? Non della Cisl Emilia Centrale (+3 mila iscritti)2018-11-12T10:31:06+00:00

Immigrazione: mercoledì 7 a Modena gli studenti dialogano con esperti e sindacati

Perché si migra, dati sui fenomeni migratori, testimonianze di chi ha vissuto l’esperienza della migrazione. Sono alcuni dei contenuti del laboratorio “Il viaggio… della speranza? L’Italia del lavoro al tempo delle migrazioni”, in programma dopodomani – mercoledì 7 novembre – dalle 9.30 alle 12.30 all’Istituto Cattaneo Deledda di Modena. (altro…)

Immigrazione: mercoledì 7 a Modena gli studenti dialogano con esperti e sindacati2018-11-05T11:57:01+00:00

Immigrazione: Cisl critica aumento costo e allungamento tempi di risposta domanda cittadinanza

Dure critiche della Cisl Emilia Centrale all’aumento di 50 euro del costo per la domanda di cittadinanza. Fino al 4 ottobre il documento costava 200 euro, dal 5 ottobre costa 250 euro, come disposto dal decreto legge 113/2018 (cosiddetto “decreto Salvini”) e come confermato dalla prefettura di Modena in risposta a un chiarimento sollecitato dall’ufficio stranieri della Cisl. (altro…)

Immigrazione: Cisl critica aumento costo e allungamento tempi di risposta domanda cittadinanza2018-10-15T10:01:18+00:00

Morti sul lavoro a Reggio Emilia, la Cisl denuncia: pochi ispettori sul territorio per garantire sicurezza

Dopo l’ennesimo infortunio mortale sul lavoro a Reggio Emilia, il sindacato Cisl Emilia Centrale denuncia la carenza degli ispettori del lavoro sul territorio. «Nonostante le promesse dell’Ispettorato del lavoro – spiega Rosamaria Papaleo, segretario Cisl Emilia Centrale – l’attività di controllo non è capillare. In totale gli ispettori del lavoro, tra le province di Reggio Emilia e Parma, sono  45 dal 2017. E in particolare sul territorio reggiano operano formalmente  23 ispettori più sei carabinieri del nucleo ispettivo, tra le due province».

«E con il blocco del turnover – aggiungono dalla Cisl Funzione Pubblica, la categoria di riferimento – non ci sono state nuove assunzioni e molti ispettori sono attualmente distolti dall’attività di controllo presso le aziende per essere occupati in attività amministrative d’ufficio».

I dati sono chiari: nelle province di Reggio Emilia e Parma, secondo i dati pubblicati a metà del 2017, ci sono 26.550 aziende che dispongono, tra Reggio e Parma, di 269.309 dipendenti. L’organico di ispettori è evidentemente molto carente rispetto al rapporto delle aziende sul territorio.

«Dopo l’istituzione dell’Inl (Ispettorato nazionale del lavoro) – aggiunge Papaleo – il personale locale soffre di scarse risorse strumentali. Più volte il sindacato ha sollecitato affinché si svolgessero  percorsi formativi, ma ad oggi si registra un timido avvio che ha coinvolto solo una parte del personale e l’attività ispettiva continua pertanto ad essere sacrificata. Attività che hanno come oggetto non solo il controllo dell’operato delle aziende, ma anche la prevenzione per informare le ditte e i lavoratori sui comportamenti da adottare».

«Un ulteriore elemento che non è stato potenziato – spiega la sindacalista – è un collegamento partecipato con le Asl del territorio, che sono l’organo deputato allo svolgimento di accertamenti per la salute e sicurezza dei lavoratori. In totale, nell’anno passato in provincia ci sono state circa 1257 ispezioni: un numero minimo rispetto al numero delle aziende».

«La situazione  – termina la segretaria – è grave. Vista la frequenza degli infortuni sul lavoro, la questione deve essere portata all’attenzione delle forze politiche al più presto, in continuità con il lavoro che sta facendo il sindacato sul territorio».

Morti sul lavoro a Reggio Emilia, la Cisl denuncia: pochi ispettori sul territorio per garantire sicurezza2018-10-14T12:38:20+00:00